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Ricerca

Coordinatore responsabile: Rita Pezzati

RICERCHE SVOLTE NEL 2011

Analisi personale: palestra indispensabile di emozioni o emozioni obbligate?

Centro Terapia Cognitiva, Como

Autori

  • Mattei Marzia
  • Pelliccia Adriana
  • Pezzati Rita
  • Ravanelli Laura
  • Stoppa Beretta Savina

La Scuola di Terapia Cognitiva di Como, fin dal suo inizio, ha reso obbligatorio un percorso individuale di 30 ore. Questa scelta, frutto della "filosofia" della scuola che considera il training formativo non solo come ambito in cui trasmettere conoscenza scientifica ma anche come palestra in cui sperimentare relazioni e conoscenza di sé, "non altrimenti possibili, sulle quali costruire le proprie personali modalità di intervento…per sperimentare su di sé il metodo che si apprende e poter sperimentare" in vivo" una relazione emotivamente rassicurante, significativa e nello stesso tempo perturbante (Bara 2005).

A partire da questi presupposti presentiamo una ricerca che vuole indagare il significato delle rappresentazioni dell'analisi personale dei nostri studenti che li ha orientati nella scelta della scuola di formazione in psicoterapia.

L'analisi delle rappresentazione prevede l'ausilio di strumenti di indagine qualitativa che fanno capo ai programmi Computer Assisted Qullitative Data Analysis Software (CAQDAS). Il campione è rappresentato da studenti della Scuola di Terapia Cognitiva di Como.

I risultati delle tre annualità dei corsi del 2009-2010 (1°, 2° e 3° anno) mostrano come le aspettative siano fondate su una crescita di consapevolezza dell'importanza del ruolo dell'analisi personale: da comprensione maggiormente centrata sul proprio modo di funzionamento nel primo anno, a una conoscenza di sé e di me come terapeuta nel corso del secondo anno, fino ad arrivare al terzo anno di scuola ad aspettative mirate all'articolazione di conoscenza del "terapeuta che è in me". L'analisi personale diventa quindi nelle aspettative degli studenti considerati uno strumento di conoscenza di sé relazionale volto a sperimentare dal vivo modalità relazionali nelle quali mettersi in gioco e sperimentarsi sia a livello emozionale ch e cognitivo attraverso un modello proposto da un collega didatta.

RICERCHE IN CORSO NEL 2011

Analisi personale

Centro Terapia Cognitivo , Como

Autori

  • Mattei Marzia
  • Pelliccia Adriana
  • Pezzati Rita
  • Ravanelli Laura
  • Stoppa Beretta Savina

Lo scopo della ricerca è individuare il ruolo dell'analisi personale nel processo di formazione di un terapeuta, ovvero come l'analisi personale completa la formazione di un terapeuta. La focalizzazione, quindi, è sul processo del ruolo svolto dall'analisi personale nella formazione del terapeuta. Per rispondere allo scopo di ricerca, è necessario articolare il disegno di ricerca aderendo ad una metodologia qualitativa.

Fattibilità di un intervento fisioterapico associato all'approccio cognitivo (imagery) per anziani con paura di cadere: studio pilota osservazionale

Servizio Sottocenerino di Geriatria Ospedale Beata Vergine Mendrisio (1) CH; Centro Terapia Cognitiva, Como (2) ; Laboratorio di Neuropsichiatria geriatrica, dipartimento di neuroscienze, Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", Milano (3); Clinica di Riabilitazione e Medicina fisica di Novaggio CH (4)

Autori

  • Fabiano Meroni(1)
  • Pierluigi Quadri(1)
  • Rita Pezzati(1)(2)
  • Carola Celeste(2)
  • Lorena Curia(2)
  • Francesca Gallina(2)
  • Simona Chiari(2)
  • Silvia Ambrogio(2)
  • Elena Biglia(2)
  • Fulvio Bianchi(2)
  • Damiano Zemp(1)
  • Mauro Tettamanti(3)
  • Nicola Schiavone(4)

Obiettivi

Allo scopo di interrompere il circolo vizioso instaurato dalla paura di cadere e di migliorare la mobilizzazione (e di conseguenza le capacità funzionali dell'anziano), è possibile pensare ad interventi di natura cognitiva (Imagery) da affiancare alla gestione fisioterapica di pazienti anziani (con o senza antecedenti di caduta senza gravi conseguenze), che hanno paura di cadere.

Disegno dello studio e popolazione

Studio pilota osservazionale e multicentrico che prevede l'osservazione di un minimo di 50 pazienti di età geriatrica (superiore ai 65 anni), senza significativi deficit cognitivi e fisici, sottoposti tutti ad un medesimo trattamento fisioterapico (servizi di fisioterapia Ospedale Regionale di Mendrisio e Ospedale Regionale di Lugano, sede Civico) e ad un approccio psico-comportamentale (imagery). Tali interventi sono volti a migliorare l'equilibrio e la mobilizzazione oltre che a ridurre la paura di cadere dei soggetti in studio.

Metodi

Tutti i pazienti reclutati saranno sottoposti ad una valutazione clinico-funzionale e quantitativo-strumentale (valutazione strumentale dell'equilibrio mediante posturografia ortostatica mediante pedana stabilometrica) volta a valutarne le competenze nel controllo dell'equilibrio e della mobilizzazione e le performances psico-cognitive, mediante apposite scale psicometriche (GDS(4), MMSE con test attentivi e delle funzioni fronto-esecutive, scala FES(1), SAFFE(2), HADS(3)). Le valutazioni saranno ripetute in modo integrale al termine del programma riabilitativo.

Outcome primario

Lo scopo principale del progetto è quello di condurre uno studio pilota per valutare la fattibilità di una presa a carico di anziani che hanno paura di (ri)cadere attraverso, oltre alla presa a carico fisioterapica, un approccio cognitivo (imagery). Lo studio valuterà le dimensioni del problema in una popolazione che fa capo ai nostri ambulatori, la riproducibilità della versione italiana della scala FES e l'accettabilità della metodica da parte dei pazienti (numero di sessioni fisioterapiche e di imagery, comprensione delle scale di valutazione proposte).

Uno degli obbiettivi dello studio è quello di valutare l'accettabilità dell'approccio cognitivo da parte dei pazienti che utilizzeranno l'imagery per migliorare le loro performances motorie e ridurre conseguentemente la FF.

Attualmente lo studio si trova nella fase di reclutamento – applicazione delle terapie alla popolazione considerata.

Progetto Doll Therapy

  • Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi onlus, Lecco
  • Centro Terapia Cognitiva - Como

Responsabili del progetto

  • Dott.ssa Valentina Molteni
  • Dott.ssa MariaGrazia DiMaggio

Responsabili scientifici

  • Dott.ssa Rita Pezzati
  • Dott.ssa Rita Ardito

Premessa

Sebbene la Terapia della bambola sia uno strumento sempre più diffuso nell'ambito delle RSA della Lombardia come risposta non farmacologica ai disturbi del comportamento di soggetti affetti da demenza, pochi sono i dati di ricerca presenti in letteratura a sostegno dell'efficacia di questo intervento. In particolare non sono state ancora indagate le relazioni tra il comportamento osservato del malato che accudisce la bambola e una teoria psicologica che permetta di comprendere tali comportamenti.

Nel corso dei primi due anni di introduzione della terapia della bambola presso il Nucleo Alzheimer è stato possibile osservare risultati positivi per gli ospiti che beneficiano di questo intervento sia dal punto di vista del comportamento, dell'umore e della socialità.

Obiettivi

Osservare e comprendere i comportamenti di interazione malato –bambola secondo la teoria dell'attaccamento leggendo l'esperienza di accudimento della bambola come un "dare senso" ai gesti messi in atto in quello specifico contesto.

Validare le seguenti ipotesi: il disturbo del comportamento può essere letto come richiesta di attaccamento? Come mai gli ospiti si tranquillizzano nel momento in cui viene data loro la bambola e non vale lo stesso con un altro tipo di oggetto? Gli ospiti riconoscono nella bambola quelle caratteristiche peculiari che attivano il sistema dell'accudimento?

Metodo

Verranno selezionati, tra gli ospiti del Nucleo Alzheimer e del 2° Grigne, 5 persone con terapia della bambola in corso e 5 senza terapia della bambola in corso.Ai soggetti individuati verrà somministrata la bambola o, in alternativa, random, un oggetto inanimato che non abbia caratteristiche antropomorfe riconoscibili e stimolanti l'accudimento (es. un cubo morbido). Si vuole dimostrare che nella bambola vengono riconosciute caratteristiche peculiari che fanno scattare i vissuti legati a un comportamento di accudimento.

La bambola o l'oggetto alternativo verranno somministrati con le stesse modalità da parte degli operatori e il comportamento verrà videoregistrato. L'operatore somministrerà la bambola o l'oggetto alternativo con la stessa modalità secondo la procedura individuata per la terapia della bambola.

Psicoterapia di gruppo per anziani istituzionalizzati ed effetto dei risultati sulla rappresentazione della depressione sugli operatori

  • Istituti Sociali di Chiasso, CH
  • Fondazione Icaro Onlus, Milano
  • Centro di Terapia Cognitiva, Como

Obiettivo

Verificare l'impatto di un intervento di psicoterapia di gruppo ad orientamento cognitivo-costruttivista in un campione di anziani istituzionalizzati.